La condivisione e lo scambio dell'energia può essere una frontiera importante da conquistare sia nell'ottica di un risparmio per i consumatori sia in quella del limitare al minimo sprechi e produzioni inutili per salvaguardare sempre di più il nostro Pianeta. Dalla prima settimana di marzo l'aula del Senato ha ripreso i lavori sul ddl Concorrenza. Sulla spinta congiunta dei cittadini e delle imprese del settore delle rinnovabili e dell'efficienza energetica sono stati presentati emendamenti importanti che riguardano lo sviluppo della generazione distribuita di energia rinnovabile, che potrebbero consentire il ripristino dei "sistemi di distribuzione chiusi" (SDC), reti elettriche private che permettono di scambiare energia prodotta verso più clienti o utenti. Per rendere ancora più efficace quest'azione c'è anche la possibilità di firmare una petizione rivolta al Governo Italiano sulla piattaforma Change.org Quella di sviluppare i SDC è una necessità sulla quale si è già espresso anche il Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) chiarendo che gli "ostacoli alle reti private definiscono una discriminazione a favore del modello dominante di organizzazione del sistema elettrico, basato sulla centralizzazione della generazione di energia elettrica in impianti di grandi dimensione e sulla trasmissione e distribuzione attraverso reti pubbliche dell'elettricità e dell'unità di consumo” e mettendo nero su bianco che la situazione attuale limita "il raggiungimento degli obbiettivi generali di convenienza dell'energia per gli utenti" oltre che la possibilità di reale concorrenza nel settore. La proposta sottoscrivibile permetterebbe una migliore razionalizzazione delle reti rendendole più programmabili e corte con un immediato risparmio in termini di efficienza e quindi di contenimento dei costi.